24/08 DANZA - Comune di Siena

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24/08 DANZA

LA DANZA IN PIAZZA

COMPAGNIE MOTUS – FRANCESCA SELVA

Francesca-Selva

mercoledì 24 agosto, Piazza San Francesco, ore 21.15

La serata di mercoledì 24 agosto sarà dedicata alla danza. Un appuntamento ormai consueto che vede sul palco le compagnie  Motus e Francesca Selva.
Nel ventennale della compagnia Motus, la memoria si fa performance: potente caleidoscopio per guardare al futuro attraverso il passato.
Si incentra infatti su questo tema lo spettacolo CREAZIONI RESISTENTI nato da un soggetto di Rosanna Cieri che firma la regia insieme alla danzatrice Simona Cieri autrice anche delle coreografie. Sembra che questa società abbia perso la memoria storica, abbia una memoria collettiva contingentata al presente, appiattita su una informazione carente e manipolata, e memorie individuali traviate da dubbi e insicurezze. Eppure se il flusso del vissuto non fosse accompagnato dal continuo lavorio della memoria, individuale e collettiva, non sapremmo più chi siamo e cosa ci stiamo a fare. Perderemmo la nostra identità.
Ma c’è molto altro. Per dirla con Pierre Nora La memoria collettiva intesa come «ciò che resta del passato nel vissuto dei gruppi», è cruciale nella formazione dei metodi e nell'elaborazione dei temi della "nuova storia". Per questo, le pratiche della memoria costituiscono, specifici modi di trasformare il passato in passato che dura e che resiste.
La Compagnia Francesca Selva  mette invece in scena LE SCARPE DI ANITA con coreografie di Francesca Selva e soggetto di Marcello Valassina .

La narrazione coreografica di Francesca Selva prende ispirazione dall'incontro reale con Anita, una senza-casa che vive cantando le sue canzoni nella stazione della metropolitana di Roma. Un personaggio intenso, che vive ai margini della società da quando a 16 è scappata di casa: la sua famiglia non poteva accettare un ragazzo che indossava le scarpe con il tacco alto rubate alla madre. Ambiguità dei ruoli, giochi di seduzione, ironia e sensi di solitudine; questi i momenti raccontati dalla coreografa italo-francese riferiti ad un senso di disagio comune, nei confronti di una società morbosamente curiosa, ma sostanzialmente indifferente.