Il Comune come datore di lavoro - Comune di Siena

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Il Comune come datore di lavoro

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Il Comune è tenuto al rispetto delle pari opportunità anche quando opera come datore di lavoro. E' supportato in questo dal Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (C.U.G.) e utilizza come strumento programmatorio il Piano Triennale Azioni Positive (PTAP).

Il PTAP attualmente in vigore è derivato dal PTAP Unico, redatto insieme al Comune di Monteroni d'Arbia (con cui il Comune di Siena è stato convenzionato fino a febbraio 2019 per la costituzione di un CUG Unitario e per la creazione del PTAP Unico). Si tratta di un PTAP "transitorio", in attesa di un aggiornamento che focalizzi le azioni positive solo sulla realtà organizzativa del Comune di Siena.

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A tutela della dignità delle persone che lavorano nel Comune e per prevenire situazioni di disagio lavorativo dovute a comportamenti discriminatori e lesivi della dignità delle persone, è stato adottato un apposito Codice Etico, ad integrazione del Codice di comportamento approvato a dicembre 2014 e in sostituzione di un precedente Codice del 1998, divenuto ormai obsoleto.

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Nella sua azione l'ente tiene in considerazione la ricaduta sul Benessere Organizzativo delle decisioni

adottate.

 

 

Cosa è il C.U.G.

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Il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG), è un organismo aziendale paritetico composto da dipendenti comunali e da rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, tenendo conto delle pari opportunità di genere.

Opera per garantire parità e pari opportunità tra uomini e donne, l'assenza di ogni forma di discriminazione diretta o indiretta connessa al genere, all’età, alla disabilità, alla religione, all’etnia, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, in ogni momento dell'attività lavorativa, nonchè il benessere organizzativo dell'ente.

Istituito ai sensi dell’art. 57 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’art. 21 della Legge 4 novembre 2010, n. 183, il CUG sostituisce il Comitato di ente per le Pari Opportunità (CPO) e il Comitato sul fenomeno del mobbing.

A differenza del CPO, non è più un organo politico ma uno strumento tecnico indipendente che supporta l'attività dell'Amministrazione, con i cui vertici si deve rapportare e coordinare. Infatti il CUG deve contribuire ad ottimizzare la produttività del lavoro pubblico, a razionalizzare e rendere efficiente ed efficace l’organizzazione della Pubblica amministrazione.

Dura in carica 4 anni, e può essere riconfermato per una sola volta. E' nominato dal dirigente di vertice dell'ente.

Il CUG è composto da un/una componente designato/a da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di amministrazione e da un numero pari di rappresentanti dell’Amministrazione. I/le componenti sono individuati/e in modo tale da assicurare nel complesso, considerando sia i rappresentanti sindacali che i rappresentanti dell’Amministrazione di ruolo e supplenti, la parità di numero di uomini e di donne e la presenza del maggior numero di direzioni possibile, al fine di rappresentare la situazione organizzativa e il personale di tutto l’Ente.

Il/la Presidente è nominato dall’Amministrazione in aggiunta ai/alle componenti.

Sia il/la Presidente che i/le rappresentanti dell’Amministrazione sono scelti a seguito di una procedura trasparente d’interpello rivolta a tutto il personale e selezionati/e sulla base del possesso dei requisiti richiesti appositamente nella direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2011 contenente le linee guida sulle modalità di funzionamento dei CUG e sulla base degli indirizzi individuati nella deliberazione di Giunta Comunale n. 683 del 14.11.2011.

I/Le rappresentanti sindacali sono individuati su segnalazione della sigla sindacale di appartenenza.

 

 

Cosa è il Benessere Organizzativo

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La direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica del 24 marzo 2004 “Misure finalizzate al miglioramento del benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni” definisce il Benessere Organizzativo come la capacità delle amministrazioni pubbliche di attivarsi, oltre che per raggiungere obiettivi di efficacia e di produttività, anche per realizzare e mantenere il benessere fisico e psicologico delle persone, attraverso la costruzione di ambienti e relazioni di lavoro che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle prestazioni.

Quindi, per lo sviluppo e l'efficienza delle amministrazioni, le condizioni emotive dell'ambiente in cui si lavora, la sussistenza di un clima organizzativo che stimoli la creatività e l'apprendimento, l'ergonomia - oltre che la sicurezza - degli ambienti di lavoro, costituiscono elementi di fondamentale importanza ai fini dello sviluppo e dell'efficienza delle amministrazioni pubbliche.

Per migliorare le prestazioni e gli effetti delle politiche pubbliche, è importante offrire agli operatori la possibilità di lavorare in contesti organizzativi che favoriscano gli scambi, la trasparenza e la visibilità dei risultati del lavoro, in ambienti dove esiste un'adeguata attenzione agli spazi architettonici, ai rapporti tra le persone e allo sviluppo professionale.

Il benessere organizzativo  implica anche  il rispetto delle pari opportunità: in concreto, significa adottare un approccio organizzativo ai processi di lavoro che utilizzi l’ottica di genere. Ad esempio, occorre tenere nell'organizzazione dei servizi e nella gestione delle risorse umane  una linea di azione che aiuti la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, prevenga/elimini  le discriminazioni dirette o indirette, diffonda una cultura improntata alla parità di genere e al rispetto reciproco.

 

Un po' di storia ....

In realtà, il Comune di Siena è stato un precursore delle normative in tema di benessere organizzativo per volontà del Comitato di Ente per le pari opportunità: già nel corso del 2002, ben prima dell’emanazione della direttiva sul benessere organizzativo da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica (2004), viene effettuata la prima indagine sulla tematica. Negli anni, sono state proposte azioni positive finalizzate alla gestione dello stress lavorativo e alla realizzazione di programmi di aiuto al lavoratore e alla lavoratrice: sono stati organizzati, ad esempio, corsi di scrittura creativa, corsi di training autogeno, corsi antimobbing. E’ stato anche attivato fino al 2006 uno sportello di counseling, a cui il personale poteva accedere gratuitamente.

Nel 2009, sempre su richiesta del CPO, il Comune di Siena  aderisce al Programma Magellano attivato dall'allora Dipartimento della Funzione Pubblica come continuazione del programma Cantieri, per lavorare con modalità sperimentale sul tema del B.O.

Fra il 2009 e il 2010 si è svolta  un’indagine  (vi ha preso parte il 70% del personale), i cui dati risultanti  sono stati analizzati da due Circoli di Ascolto Organizzativo. Si è trattato di gruppi di lavoro e di auto-formazione, composti da dipendenti: hanno avuto il compito di affrontare in ottica propositiva le problematiche emerse con la rilevazione dati, sotto la guida di un counselor di processo lavorativo.

Le proposte emerse sono confluite nelle azioni positive dei Piani triennali azioni Positive approvati negli anni successivi.

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Nel 2015 l'Amministrazione ha preferito indagare sulle esigenze di conciliazione del personale dipendente. Le risposte sono state analizzate e presentate al personale dipendente in occasione dell'8 marzo 2017.

Gli uffici competenti hanno attualmente allo studio progetti di fattibilità di servizi che rispondano alle esigenze del personale dipendente sui temi della conciliazione vita-lavoro.

Per l’adozione di un sistema di gestione del personale attento alle esigenze di conciliazione del personale e al suo benessere all’interno dell’Amministrazione e del Piano triennale Azioni Positive 2014-2016, il Comune di Siena ha ricevuto nel 2014 il premio speciale Family Friendly per le Pubbliche Amministrazioni, da parte della Provincia di Siena e dal Comitato Imprenditoria Femminile (CIF) della Camera di Commercio di Siena.